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Natura

Il cocktail di elementi geografici che confluiscono nelle Canarie ha concesso alle isole il maggiore dei suoi tesori, la natura. I doni dei vulcani, la speciale situazione nel globo terrestre e il clima marcato dagli alisei hanno originato un intorno naturale privilegiato e oggetto di studio.

Con 145 Spazi Naturali Protetti, il 40% della superficie dell' Arcipelago si trova protetta sotto alcuni dei distinti gradi di protezione stabiliti dalla Legge Naturale delle Canarie, e in esso vivono specie di flora e fauna ugualmente singolari.

Ugualmente, l'intorno marino ha un patrimonio naturale unico, con una moltitudine di specie autoctone. Ma non solo la superficie terrestre e le acque dell'arcipelago sono uniche e degne di protezione, anche il suo cielo chiaro lo è. Terra, mare, cielo: compenetrati compongono un equilibrato e fragile quadro naturale su cui si siede la vita delle Canarie. Un quadro che ci parla del passato e da cui dipende il futuro.

Giardini botanici nelle Canarie

Le Canarie hanno due Giardini Botanici: il Viera e il Clavijo, in Gran Canaria, e il Giardino di Acclimatamento dell' Orotava, a Tenerife. Entrambi offrono un'eccellente mostra della flora canaria. Nel resto delle isole esistono altri spazi naturali dedicati a mostrare la singolarità della vegetazione dell'arcipelago, però i due citati sono i più completi e internazionalmente riconosciuti.

Giardino Botanico di Puerto de la Cruz

Creato nell'ultima decada del secolo XVIII con l' idea di acclimatare piante di diversi luoghi del mondo, quello che oggi è conosciuto come Giardino Botanico di Puerto de la Cruz nacque in realtà come Giardino di Acclimatizzazione di La Orotova. Possiede importanti collezioni di piante tropicali e subtropicali di interesse economico ed ornamentale.

L'influenza di Alonso de Nava y Grimón y Benítez de Lugo determinó la nascita, la consolidazione, e il posteriore sviluppo del Giardino . il re Carlo III incaricò nel 1788 per Ordine Reale al VII Marchese di Villanueva del Prado la creazione del Giardino. Il progetto venne redattato nel 1790 e poco dopo iniziarono le opere per la costruzione, dirette dall'architetto Nicolás Eduardo. Sarebbero terminate due anni dopo, nel 1792.

La morte di Alonso de Nava, il suo principale sostenitore, nel 1832, rallentò il processo di crescita del Giardino, che, però, riuscì a sopravvivere e a convertisri in un centro di referenza per gli investigatori della vegetazione canaria grazie alle ricchezze delle sue collezioni. Passando nelle mani della Reale Società Economica degli Amici del Paese e del Gobernatore delle Isole Canarie, nel secolo XX il Giardino iniziò ad essere gestito dallo Stato e dal 1983 lo è dalla Comunità Autonoma delle Canarie, a cui fu trasferito. Cosí, oggi figura come Sezione inscritta al Centro d' Investigazione e Tecnologia Agrarie della Consiglieria dell' Agricultura e Alimentazione.

Bisogna aggiungere che conta con un'installazione addizionale, la Hijuela del Botánico, nella Orotava. Situata dietro l'edificio del Comune della Orotava, con l'entrata nela strada Tomás Pérez, la Hijuela del Botánico è un romantico giardino di 4.000 metri quadrati, creato nel 1788 come iniziativa del VI Marchese di Villanueva del Prado, Alonso de Nava y Grimón, che lo concebì come un elemento complementario del Giardino di Acclimatizzazione delle Orotava. Una serie di stradine permettono di godere delle centinaia di specie che riunisce, tra cui si distaccano il castagno d' India, l'albero del fuoco, il zapote, le conifere d' Australia e un bell'esemplare di drago.

Giardino Botanico di Viera y Clavijo

Si trova nel Barranco di Guiniguada, all'altezza del settimo chilometro della strada che porta al centro dell'isola di Gran Canaria. Il botanico Eric Sventenius si propose, fino al 1950, di ricompilare nello stesso luogo tutta la ricchezza vegetale delle Canarie, e per questo scelse l'attuale posizionamento del Giardino.

Lui stesso s'incaricò di selezionare gli esemplari che avrebbero popolato il recinto tra tutte le specie che crescevano nell'Arcipelago di forma naturale. Inoltre, pianificò la struttura del Giardino, con lo scopo che i visitanti potessero ripercorrerlo nella maniera più comoda possibile, mentre contemplavano la varietà della flora presente. Finalmente, nel 1959, il giardino venne aperto al pubblico con il nome del naturalista canario per eccellenza, José de Viera y Clavijo.

Dopo la morte di Sventenius nel 1973, la direzione del centro passo nelle mani di David Bromwell, che concentrò i suoi sforzi nell'orientare l'attività del Giardino verso l'investigazione, così come l'ampliazione dell'equipaggiamento e della biblioteca.

Attualmente conta con sei sezioni (Amministrazione, Collezione di Piante vive, Programma di conservazione, Servizi Scientifici, Documentazione scientifica ed Educazione Ambientale ed Informazione) che si occupano delle attività proprie del Giardino. Tutte le sezzioni sono orientate alla conoscenza scientifica e alla conservazione della diversità fioristica esclusiva dell'Arcipelago Canario in particolare, e della regione macaronesica in generale, e alla divulgazione mediante programmi d'educazione ambientali.

Vulcanologia

Il paesaggio, la struttura e la formazione delle Isole Canarie, sono fortemente marcate dall'attività vulcanica. Il magma ha creato colate e rocce; le eruzioni esplosive hanno originato le caldere caratteristiche dell'Arcipelago; e le erosioni si sono incaricate del resto: scogliere, spiagge e precipizi. Inoltre, in alcuni luoghi, come a Lanzarote, l'attrattivo paesaggio generato dall'attività vulcanica è sfruttato a fini turistici.

La formazione delle Isole è stata e continua ad essere motivo di controversie. Non esiste unanimità sulla sua spiegazione scientifica, anche se ci sono varie teorie che lo intentano. Tutti si appoggiano nell'accettata "Teoria della tectonica delle placche", secondo cui, l' Arcipelago è situato all'interno della placca africana, in una zona di contatto tra la placca atlantica e la continentale africana. Esistono tre ipotesi o teorie principali che cercano di spiegare la formazione delle Isole.

L' attività vulcanica che generò le isole più antiche, Lanzarote e Fuerteventura, iniziò 22 milioni di anni fa; poi si originò il complesso basale delle Gomera (tra 20 e 15 milloni di anni); quello di Gran Canaria e Tenerife (tra 14,5 e 12 milloni di anni, rispettivamente); e quello di La Palma, che emerse 4 milioni di anni fa. L'isola più giovane è El Hierro, con una antichità aprossimatamente di 750.000 anni.

Le eruzioni sono continuate negli ultimi tre secoli. La più recente (1971), quella del vulcano Teneguía, in La Palma, venne utilizzata come oggetto di studi per i geologi e si potè vedere in diretto per televisione. Qualcosa prima, sempre in La Palma, ebbe attività nel vulcano San Juan; e nei secoli XVIII e XIX furono vari i picchi delle isole (concretamente, la di El Hierro, Tenerife, La Palma e Lanzarote) che espulsarono materiale geologico.

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Montes de Arafo
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