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Riserve marine
Attualmente nelle Canarie esistono tre Riserve Marine: quella dell' Isola Graciosa e degli isolotti al nord di Lanzarotte, la Restinga o Mar de las Calmas -El Hierro- e quella dell' Isola de La Palma. Da alcuni anni le istituzioni pubbliche delle Isole chiedono al Ministero dell'Agricoltura e Pesca (responsabile della catalogazione delle riserve marine) che s'includano tra loro anche quelle della zona conosciuta come El Cabrón, nel municipio di Arinaga, in Gran Canaria.
La più antica delle Riserve Marine dell'Archipelago, divenuta tale nel 1995, è quella di La Graciosa, che è anche la maggiore delle riserve marine delle Canarie e di tutta la Spagna, con 70.700 ettari. Quella di La Palma è la più recente di tutto il paese, già che venne dichiarata nel 2001. Tutte tre unite sommano 75.169 ettari di riserve marine, e tutte furono dichiarate "d'interesse per la pesca".
Isola Graciosa e Isolotti del nord di Lanzarote
La Riserva Marina de La Graciosa ha una forma rettangolare e una superficie di 70.700 ettari, delimitati da un circolo di un miglio di raggio con centro nel Roque del Este. Aprossimatamente, il 40% delle sue acque sono esteriori e il 60% restanti, interiori. Ottenuta la dichiarazione di Riserva Marina si amplia al mondo marino la dichiarazione di protezione giá esistente nel terrestre, con il Parco Naturale dell' Arcipelago Chinijo.
La ricchezza peschiera di questa zona viene data fondamentalmente dall'affioramiento di acque fredde ricche di sostanze nutrienti vicino alla costa africana.
Dovuto alla gran estensione della riserva e alla sua situazione geografica (in mare aperto, esposta al vento, e vicino ai porti dove possano attraccare le barche che vigilano la riserva), si sta ideando un progetto per installare un sistema di teledetezione, che permette di controllare l'accesso e il transito delle imbarcazioni alla riserva. Il sistema consiste in una stazione con sensori di detenzione che verrebbe ubicata nel Mirador del Río, in Lanzarote, e un centro di controllo nella Graciosa che riceverebbe le informazioni per mezzo di un trasmittore radio.
Al suo interno, è permessa la pesca professionale e sportiva, anche se con alcune restrizioni. La pratica di attività subacquee richiede un'autorizzazione, cosí come per le attività scientifiche.
La Restinga - Mar de las Calmas
Creata nel 1996 su richietsa del settore peschiero presente nella zona, i suoi 750 ettari sono distribuiti in forma rettangolare. Si trova nell'estremo occidentale dell'isola del Hierro, nel comune della Restinga; il suo nome (Mar de las Calmas) le viene dato dal buon tempo che regna sempre nella zona e che permette la pesca durante tutto l'anno. La ragione principale della creazione della Riserva Marina di interesse peschiero é data dal fatto che le istituzioni la consideravano una necessaria modalitá di protezione della zona (ricca di pesci pregiati nel mercato) dalla pesca forzosa.
La chiarezza delle sue acque e la carenza di piattaforme insulari in alcune zone, che permettono di raggiungere grandi profondità vicino alla costa, convertono El Hierro in un luogo prestigioso per la pratica delle immersioni. Di fatto, la Segreteria Generale di Pesca Marittima del Ministerio di Agricoltura e Pesca ha previsto mettere in marcia nella Restinga il primo progetto di monitorizzazione delle attività subacquee della Spagna.
Nelle sue acque è permessa la pesca ricreativa e quella professionale, rispettando alcuni requisiti, mentre le attività subacquee e scientifiche sono permesse se si posseggono le corrispondenti autorizzazioni.
La Palma
La riserva marina più recente di Spagna è quella di La Palma, dichiarata nel 2001. Si trova nel sud-est dell'isola, tra la Caleta de los Pajaros e Punta Gruesa, e conta con una superficie di 3.719 ettari. La biodiversità esistente e la protezione delle specie d'interesse per la pesca furono le ragioni per cui si fece la riserva marina.
Al suo interno non è permessa la pesca sportiva, e quella professionale si può praticare solo rispettando determinate condizioni. Il numero di immersioni è limitato, così come il transito di imbarcazioni. Le attività di carattere scientifico hanno bisogno di un'autorizzazione previa.
Osservazione dei cetacei
Le Canarie sono il secondo luogo nel mondo che ha il maggior numero di visitatori (circa 800.000 turisti all'anno) per osservare i cetacei. Quest'attività suppone un business per il settore turistico di circa dodici milioni di euro annuali.
Nelle isole questo tipo di attrazione si concentra nella zona sud-est di Tenerife e lo spazio marittimo che lo separa dalla Gomera. Più di 20 imbarcazioni hanno la licenza per realizzare la traversata che arriva fino all'ampia colonia di balene pilota ('Globicephala macrorhynchus') costituita da circa 550 esemplari e altre 24 specie di mammiferi marini – di 78 che esistenti nel mondo – tra cui anche i delfini mulari('Tursiaps truncatus') e i capodogli ('Physeter macrocephalus').
L'importanza e il volume del business, il successo sperimentato (che moltiplicò per dodici il numero di osservatori in quattro anni: da 40.000 nel 1991 a 500.000 nel 1995) e le possibili ripercussioni che poteva avere sulla conservazione della colonia di mammiferi fece che, nel 1995, il governo delle Canarie promolgasse un decreto legge con cui si stabilivano una serie di criteri basici per regolare l'osservazione dei cetacei.
Questo decreto introdusse tre premesse fondamentali: la necessità di un'autorizzazione della Vice Ministero del Medio Ambiente del Governo delle Canarie per poter realizzare tale attività, la presenza di una guida a bordo, così come un codice di condotta obbligatorio che stabilisca le norme comportamentali degli animali, la forma di avvicinarsi e la distanza minima.
Attualmente, l'Esecutivo della comunitá autonoma sta studiando una modalitá di trasformare la zona in un santuario dei cetacei e includerla nella rete canaria di spazio protetto, anche se, oltre agli effetti propri dell'attività turistica, bisogna tenere in conto che due linee marittime, il cui business muove tra un milione e milione e mezzo di passeggeri all'anno, realizzano il tragitto Tenerife-La Gomera, e che in quella zona hanno luogo circa 36.000 immersioni marine, attivitá che implicano un inevitabile deterioramento dell'ambiente.
L' osservazione dei cetacei si pratica anche nel sud de La Gomera, nella costa est di La Palma e al sud di Gran Canaria.
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